Settimana Santa Siviglia 2018

Settimana Santa Siviglia 2018
15 gennaio, 2016 Beatriz Saez
Pasqua a Siviglia

Pasqua a Siviglia 

Un’occasione molto speciale per visitare la città, e la “Settimana Santa” o “Settimana di Pasqua”. Se non l’hai mai fatto questa é un’ottima occasione. Ricorda che la nostra Settimana Santa é una delle feste più importanti che esistono al mondo e non a caso é stata dichiarata di Interesse Turistico Internacional.

Quest’anno 2018 si celebra tra i giorni 25 marzo e 1 aprile e come sempre più di 60 confraternite stanno già preparando le loro processioni. Sono giorni molto intensi e se non vuoi perderti nessuna processione la cosa migliore é fornirsi di un “programma” in un’edicola o all’ufficio turistico. Nel programma ci sono orari, percorsi, e inoltre brevi informazioni di ogni confraternita. Un buon consiglio, e guardare il giornale, li troverete i percorsi del giorno e consiglie per vedere le processioni.

Però la Settimana Santa é molto più che Confraternite e Processioni, é un modo differente di vivere per molti sivigliani. Dietro ogni dettaglio, di ogni saeta (canto religioso tradizionale interpretato soprattutto nelle Processioni della Settimana Santa in Spagna, specialmente in Andalusia), di ogni percorso, di ogni balcone decorato c’é una storia che merita essere conosciuta. Quindi, se hai deciso di visitare la città in questi giorni ricorda che non é lo stesso guardare che vedere. Per questa ragione Scopri Siviglia é una buona scelta per godere e capire la Settimana Santa dalla prospettiva di chi conosce la città e la sua storia.

Origini delle processioni

Dal XVI secolo, iniziamo a celebrare una Via Crucis che parti del palazzo del marchese di Tarifa, da allora detto Casa di Pilato, fino alla Cruz del Campo, un antico tempio fuori città. La distanza era calcolata: 3.303 passi, pari a quelli percorsi da Gesù con la croce fino al Calvario.

Con lo sviluppo della città si moltiplicarono anche le chiese e le confraternite. Cosi, nel 1604, il cardinale di Siviglia preparò un regolamento per mettere ordine nelle sfilate della Settimana Santa. Con grande precisione si stabilirono gli orari di uscita e ritorno nei propri templi, il percorso per evitare di incrociare altri cortei, il modo di sfilare dei confratelli che dovevano avere il volto coperto, l’ordine di uscita nei diversi giorni della Settimana secondo l’anzianità della confraternita. Divennero obbligatori l’arrivo e la sosta di penitenza nella cattedrale secondo un percorso fisso, detto “carrera oficial”.

Ancora oggi e cosi.